venerdì 31 ottobre 2008

Scuola: Attenzione ai tranelli...


Quando non si conosce il nemico non si sa come combatterlo. Il movimento studentesco non è né di destra né di sinistra..e questo crea davvero problemi a chi sa solo scaricare la colpa all'opposizione. Se il movimento rimarrà senza colore, se il movimento rimarrà pacifico, se il movimento continuerà a resistere per mesi, se il movimento si tapperà le orecchie alle provocazioni della TV..potrà ottenere ottimi risultati. Il movimento non violento è l'unica via per cambiare lo stato delle cose, ma faranno di tutto per farlo apparire violento e per provocare gli studenti, e purtroppo alcuni saranno così ingenui e cadranno nel tranello.

giovedì 30 ottobre 2008

2008 = 1968 ???


NON SIAMO PURA FANTASIA..SIAMO LA VERA DEMOCRAZIA...

mercoledì 29 ottobre 2008

Problemi di scelta...


lunedì 27 ottobre 2008

L'università? spesso solo perdita di tempo...


le Agenzie Interinali stanno divenendo il cimitero dei Laureati, infatti la maggior parte di coloro che si rivolgono a queste agenzie sono neo laureati in facoltà che non danno sbocchi lavorativi(Scienze politiche, filosofia, lettere, scienze della comunicazione). Alcuni corsi di laurea non fanno altro che alimentare la disoccupazione, divenendo spesso una perdita di tempo per ragazzi che potrebbero imparare a far qualcosa di più pratico, per poi inserirsi meglio nel mondo del lavoro. Spesso i neo-laureati, dopo anni di sacrifici e di sole spese, sono costretti a vedere i loro ex compagni di classe (spesso pluri bocciati) da tempo sistemati, e capita poi di accontentarsi dei loro stessi lavori. Se invece si continua a sperare in qualcosa di migliore si apre la via infinita di specializzazioni, master, stage..ecc.ecc. La conclusione? O scegliere una facoltà come matematica, fisica, ingegneria...o meglio entrare subito nel mondo del lavoro.. .

FACOLTà PERDITA DI TEMPO: Scienze Politiche, Scienze della Comunicazione, Filosofia ,Scienze della Formazione


FACOLTA' A PERCORSO INFINITO: Giurisprudenza, Medicina,


FACOLTA' CONSIGLIATE: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Ingegneria, Farmacia

sabato 13 settembre 2008

LA GUERRA? AFFARE PER POCHI

In un centro di immigrati è possibile notare come uomini provenienti da contesti culturali differenti, con nazionalità differenti, con religioni e lingue diverse convivono pacificamente e con armonia. Ciò che crea guerra non è altro che il gioco di pochi, la diffusione della paura e l'ignoranza del popolo fanno il resto.

venerdì 12 settembre 2008

Dolce Nera - De Andrè

mercoledì 3 settembre 2008

Sos giovani,,,,


Noi giovani dobbiamo cavarcela tra mille ostacoli. Il maestro unico toglierà migliaia di posti di lavoro, la fine della sissis taglierà le ali a molti neo-laureati. Per non parlare che negli ultimi decenni sono spariti i concorsi nella pubblica amministrazione. Con il diploma non è possibile più far nulla, la laurea è un punto di partenza, i master e le specialistiche diventano un obbligo. Se pochi anni fa con il diploma si aprivano diverse porte..dall'insegnamento a praticare libere professioni(commercialisti o consulenti del lavoro ecc,) all'ingresso nella pubblica amministrazione, oggi nemmeno la laurea può bastare. I giovani del sud emigrano nuovamente, i laureati si inventano lavori o finiscono a fare apprendistato per due o tre anni senza paga, molti trentenni sono costretti a rimanere a casa con i genitori. Se sei fortunato puoi diventare commesso in un ipermercato o lavorare in un call center. E le pensioni? per ora le paghiamo noi...

domenica 17 agosto 2008

Decrescita Felice


decrescita felice

di Maurizio Pallante

Per capire cosa sia la decrescita, e come possa costituire il fulcro di un paradigma culturale capace di orientare sia le scelte di politica economica, sia le scelte esistenziali, è necessario in via preliminare fare chiarezza su cosa è la crescita economica. Generalmente si crede che la crescita economica consista nella crescita dei beni materiali e immateriali che un sistema economico e produttivo mette a disposizione di una popolazione nel corso di un anno. In realtà l’indicatore che si utilizza per misurarla, il prodotto interno lordo, si limita a calcolare, e non potrebbe fare diversamente, il valore monetario delle merci, cioè dei prodotti e dei servizi scambiati con denaro. Il concetto di bene e il concetto di merce non sono equivalenti. Non tutti i beni sono merci e non tutte le merci sono beni.

La frutta e la verdura coltivate in un orto familiare per autoconsumo sono beni qualitativamente molto migliori della frutta e della verdura acquistate al supermercato. Ma non passano attraverso una intermediazione mercantile, per cui non sono merci. Soddisfano il bisogno di nutrirsi in modi più sani e più gustosi dei loro equivalenti prodotti per essere commercializzati, non sono stati prodotti con veleni e prodotti di sintesi chimica, non hanno impoverito l’humus, non hanno contribuito a inquinare le acque, ma fanno diminuire il prodotto interno lordo perché chi autoproduce la propria frutta e verdura non ha bisogno di andarla a comprare. In una società fondata sulla crescita, dove a ogni piè sospinto tutti la invocano come il fine delle attività economiche e produttive, il suo comportamento è asociale.

Percorrendo un tragitto in automobile si consuma una certa quantità della merce carburante. Quindi si contribuisce alla crescita del prodotto interno lordo. Se per percorrere lo stesso tragitto si trovano intasamenti e si sta in coda, il consumo della merce carburante cresce; di conseguenza, il prodotto interno lordo cresce di più. Ma occorre più tempo per arrivare dove si vuole arrivare, aumentano i disagi e la fatica del viaggio, aumentano le emissioni di anidride carbonica e di inquinanti in atmosfera, i costi individuali e collettivi, ambientali e sociali. La maggior quantità della merce benzina consumata negli intasamenti automobilistici non è un bene. Eppure ogni volta che si sta fermi in coda a respirare gas di scarico si contribuisce ad accrescere il benessere collettivo e, di conseguenza, il proprio. Si agisce in modo socialmente virtuoso. Se poi, in conseguenza della maggiore stanchezza e dei maggiori rischi derivanti dagli intasamenti si verificano incidenti, la riparazione o la sostituzione delle automobili incidentate e i ricoveri ospedalieri fanno crescere ulteriormente il prodotto interno lordo, ma difficilmente si troverebbe un economista coerente al punto di considerare beni i maggiori consumi di merci che ne derivano.

Se, dunque, il prodotto interno lordo misura il valore monetario delle merci e non prende in considerazione i beni, la decrescita indica soltanto una diminuzione della produzione di merci. Non dei beni. Anzi, la decrescita può anche essere indotta da una crescita di beni autoprodotti in sostituzione di merci equivalenti. Poiché molte merci non sono beni e molti beni non sono merci, la decrescita può diventare il fulcro di un nuovo paradigma culturale e un obbiettivi politico se si realizza come una diminuzione della produzione di merci che non sono beni e un incremento della produzione di beni che non sono merci. Questo processo è in grado di apportare miglioramenti altrimenti non ottenibili alla qualità della vita e degli ecosistemi. Una decrescita guidata in questa direzione, una recessione ben temperata, per usare un’espressione di Élemire Zolla, racchiude intrinsecamente un fattore di felicità. Vive felicemente chi si propone di avere sempre maggiori quantità di merci, anche se non sono beni, e spende tutta la vita per questo obbiettivo? Non vive più felicemente chi rifiuta le merci che non sono beni e sceglie i beni di cui ha bisogno in base alla loro qualità e utilità effettiva, lavorando di meno per dedicare più tempo ai suoi affetti? Vive felicemente chi vive in una società che si propone di produrre sempre maggiori quantità di merci, anche se non sono beni, e sacrifica a questo obiettivo la qualità dell’aria, delle acque e dei suoli? Non vive più felicemente chi vive in una società che antepone il bene della qualità ambientale alla crescita della produzione di merci che non sono beni?

sabato 19 luglio 2008

In ricordo di Borsellino...


giovedì 17 luglio 2008

Catania (prima puntata)


Catania è come un nobile che si ritrova barbone, sporco e confuso.
Catania è un ragazzo che esce la notte e ozia di giorno
Catania è un ragazzo millantatore ma pure un ragazzo impegnato
Catania è una macchina ferma nel traffico da tempo
Catania è mare, sole e neve
Catania è una donna con tante speranze per il futuro
Catania è un atleta che non vuole allenarsi
Catania è una ex bella donna che si è lasciata andare e vive di ricordi